Ricordando un Leader Visionario

Giulia Boratto con Maurizio Butti


𝐇𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐚𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐭𝐨. Due introversi che all’occorrenza diventano magicamente estroversi per fini professionali. Ci era stato chiesto se volessimo fare una foto insieme, e da bravi ingegneri precisi, penso che entrambi abbiamo pensato: “Ma 𝑛𝑜𝑛 fa parte della scaletta…”. Era però una richiesta così spontanea, che alla fine sorridendo l’abbiamo fatta, con un po’ di imbarazzo che trapela dalle nostre espressioni.

Oggi sono passati esattamente cinque anni dalla morte di Maurizio Butti, ex CEO della SONGWON, uomo di grandissima cultura, rara intelligenza emotiva, dotato di un grande senso dello humor e un leader estremamente capace. E su questa piattaforma, dove si parla spesso di “leadership”, a livello teorico, mi fa piacere ricordare un mentore che ha lasciato una forte eredità in tutti quei professionisti che hanno potuto apprezzarne le doti professionali e personali. Un vero esempio di #leadership.

Un leader non è chi alza la voce con te, chi ti mortifica di fronte agli altri, chi ti mette pressione inutilmente su questioni che sono urgenti solo nella sua mente, chi promuove un ambiente tossico dove regna il timore e la costante insicurezza.

Maurizio era il primo ad avere sempre la porta dell’ufficio aperta per tutti.
Non tollerava comportamenti aggressivi o denigratori verso i suoi impiegati; se ne coglieva qualcuno, interveniva prontamente per mantenere un ambiente positivo e costruttivo.
Maurizio non sceglieva il micromanagement, ma dava la libertà di sperimentare, anche sbagliando, offrendo fiducia e la consapevolezza che lui c’era sempre per il suo team.
Era pronto ad arrotolarsi le maniche quando necessario. Mi ricordo che una volta passammo diverse ore insieme a finalizzare la scelta delle foto del nuovo rebranding aziendale su cui stavo lavorando. Era un lavoro da CEO? Sicuramente no, ma sapeva che era importante per me, che, a soli 35 anni e, ai tempi, unica persona nel dipartimento MarCom, dovevo ridefinire in tempi record il nuovo branding di una ditta chimica globale da 800 milioni di fatturato.
Maurizio valorizzava i tuoi punti di forza e diceva grazie, qualità ancora troppo sporadica al giorno d’oggi.
Vagliava ciò che era importante, si confrontava con il suo team e prendeva decisioni con velocità e sapienza.
Investiva tempo nella crescita della sua squadra perché sapeva che un’azienda di successo è fatta di persone che non restano solo per lo stipendio, ma perché credono fortemente nell’azienda, si sentono uniti in una visione comune.
Era estremamente colto ed eclettico, con mille hobby che condivideva con gioia e umorismo.
Amava tantissimo il suo lavoro e la sua passione era contagiosa.

5 anni sono volati, ma ancora spesso tra il suo ex gruppo si parla di lui, perché diciamocelo, tutti noi quando ce ne saremo andati, verremo ricordati soprattutto per la persona che eravamo. Ed è importante ogni tanto fermarsi e dire “𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐄” a chi ci ha insegnato tanto.

#InspiringLeader



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